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Approfondimento diagnostico
Nel caso di un risultato del test sospetto o dubbio sarà invitata a presentarsi in un centro specializzato per eseguire
gi esami di approfondimento presso un centro specializzato (Centro di Screening di II livello).
l personale del centro screening
la contatterà personalmente per comunicarle, successivamente, l’esito degli esami.
mammografico
Il motivo più comune è che la mammografia non sia riuscita perfettamente e quindi non sia interpretabile. L’interessata viene richiamata telefonicamente per eseguire lastre aggiuntive.
Quando vi sono dubbi o si evidenziano alterazioni anche minime, si eseguono ulteriori accertamenti per escludere la presenza di tumore.
il Centro di screening si metterà in contatto telefonicamente con l’interessata per fissare nel giro di breve tempo un appuntamento volto ad eseguire ulteriori accertamenti che consistono: in lastre aggiuntive, visita specialistica, ecografia.
Non con assoluta certezza. Per questo diventa indispensabile eseguire, nel più breve tempo possibile, altri esami di approfondimento.
No, a meno che non lo richieda esplicitamente il radiologo.
L’ecografia è un esame di completamento della mammografia e della visita. Serve per verificare immagini radiografiche che non siano chiare, o noduli o addensamenti al seno. Da sola generalmente non è in grado di evidenziare anomalie della mammella.
No, né da questo né da altri tumori; tuttavia i controlli permettono di individuare precocemente recidive locali o nuovi tumori che possono essere curabili.
Assolutamente no, anzi è un’opzione che raramente si rende necessaria, e in tali casi si deve organizzare subito il programma di ricostruzione.
citologico
In alcuni casi può essere presente un’infiammazione che impedisce la lettura dell’esame; viene quindi proposta una terapia adeguata prima di ripetere il Pap-test. Nelle donne in menopausa, l’assottigliamento della mucosa cervicale può rendere difficile la raccolta del materiale. La presenza di abbondante sangue nel Pap-test, causato eventualmente da una particolare fragilità della mucosa cervicale, può nascondere le cellule prelevate e impedire l’osservazione al microscopio. La presenza di cellule anomale comporta ulteriori accertamenti più approfonditi, quali l’esame colposcopico e la biopsia. In tutti questi casi la donna viene richiamata telefonicamente. Anche questi accertamenti e approfondimenti sono gratuiti.
No, non è un esame più preciso. Nell’ambito dello screening è un esame di approfondimento diagnostico. La colposcopia è un esame indispensabile per la localizzazione delle lesioni sul collo dell’utero riscontrate col Pap-test, e per la loro cura. Va eseguita solo dopo un Pap-test sospetto o che mostra alterazioni cellulari dubbie.
È molto raro, ma è tuttavia possibile che un tumore al collo dell'utero insorga tra un Pap-test ed il successivo, pertanto si consiglia sempre di ripetere il Pap-test entro l’intervallo indicato, ossi ogni 3 anni. In caso di sanguinamento anomalo è comunque sempre importante rivolgersi al Consultorio, ad un ambulatorio ginecologico o al ginecologo di fiducia.
Sì. Tale alterazione non comporta modifiche nella periodicità del Pap-test. Qualora si rilevino alterazioni specifiche, la donna viene richiamata per eseguire approfondimenti diagnostici (colposcopia ed eventuale biopsia).
Dipende dalla causa e dal tipo di intervento subito. Se l’asportazione dell’utero è stata parziale, la donna è regolarmente compresa nel programma di screening e il test va eseguito. Se l’asportazione è stata completa ma causata da una patologia benigna (ad es. fibroma o fibromatosi), la donna viene comunque esclusa dal programma di screening. Se, invece, l’asportazione completa è stata determinata da un tumore maligno del corpo o del collo dell’utero, la donna deve essere sottoposta a controllo con il Pap-test. In questi casi il prelievo si esegue sulla cupola vaginale.